• giada

Bertha Benz. Del coraggio e del pregiudizio.


"Bertha Benz era una donna volitiva, prima ancora che bella. Doveva avere intuito, oltre che coraggio. In un giorno di agosto del 1888, forse stanca di discussioni che non avevano dato frutto per anni, prese i suoi quattro ragazzi e li fece montare sul prototipo che il marito Karl aveva costruito,una sorta di calesse a tre ruote su cui un monocilidrico a quattro tempi da 1.660 centimetri cubici e due cavalli e mezzo di potenza a cinquecento giri, al massimo della velocità spingeva fino a 16 km orari.

Il serbatoio della prima automobile che mai avrebbe circolato su strada aveva una capacità di quattro litri e mezzo, mentre per percorrere la strada tra Mannheim e Pfortzhei,, a centosei chilometri di distanza, erano necessari poco più di dieci litri.

Bertha aveva fatto i suoi conti: si sarebbe procurata il carburante che a un certo punto le sarebbe mancato, per arrivare a destino, in una farmacia di strada.

Quando i suoi figli ebbero preso posto, montò ella stessa e si mise alla guida. Volante centrale, interposto tra la seduta posteriore e quella anteriore, rivolta al guidatore, come nei calessi. I suoi figli dovettero stare a guardare, durante il viaggio, lo sforzo di concentrazione sul volto della loro madre, e la determinazione nel suo sguardo teso.

Quello fu il primo viaggio su strada di un'automobile.



La signora Benz sapeva che suo marito non l'avrebbe fatto mai, quel viaggio. E forse era stufa di spingere altri, mariti o meno, a fare quel che lei stessa avrebbe voluto e dovuto fare. Questo atto di ribellione traccia i confini di un'impresa che ha lasciato il segno nella storia delle automobili. Ma è di più. E' la testimonianza di una capacità, di un coraggio tipicamente femminile che per secoli ha trovato una opposizione dichiarata ed agita in tutti gli ambiti che avessero una visibilità,un riflettore acceso contro.

Ma che nessuna imposizione è mai riuscita a domare.


Dicono che non avesse mappe e che si orientasse con l'istinto, dopotutto Pfortzheim era la sua città natale, e la strada, pur nell'ebbrezza nuova della velocità, doveva conoscerla bene.

La Benz Patent Motorwagen modello III, la prima, aveva solo due marce e freni a ceppi a contatto diretto con le ruote. Le ruote posteriori avevano diametro quasi doppio rispetto a quelle anteriori, ed erano ruote in legno senza pneumatici. Ruote motrici posteriori senza trasmissione. Bertha trascorreva il suo tempo in officina, col marito. Conosceva la vettura nei dettagli, ne conosceva i punti di forza e quelli di debolezza. Dopo il viaggio, le prime modifiche che avrebbero apportato fu lei stessa a suggerirle a suo marito.

Suo marito che dovette chiedersi dove diavolo mai fossero spariti, moglie e figli, schermandosi gli occhi dal sole di agosto per guardare, senza vederlo, il punto di incrocio delle linee prospettiche che conducono al futuro".


Tratto da "Faraday Faraway", G.Cassini, Pegasus, 2018.

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